Luca Chistè - 2009
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2009 - Luca CHISTE' per Copernico

Il lavoro proposto per Copernico è un abstract basato su un set di sei immagini tratte dal lavoro: “Berlino 2009”.
Le riprese sono state eseguite in formato RAW con attrezzature digitali full-frame e interpretate dall’autore con un collaudato work-flow ed uno specifico CMS (Color Management System).
Le stampe, in formato A4, sono realizzate su carta fine-art Epson Premium da 250 gr/m
2 e sono state realizzate con l’impiego di inchiostri ai pigmenti, per questa specifica iniziativa, dall’autore.
Le copie sono numerate da 1 a 7 e firmate dall'autore.
Le immagini per questa edizione di Copernico sono a tiratura unica e gli esemplari prodotti sono certificati, in accordo agli standard previsti per la fotografia fine-art, per una durabilità ultra decennale.
Contatti con l'autore:

luca@lucachiste.com

www.lucachiste.com

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A22/Trento-Centro, Berlin km 936….. quanto era lontano quel muro, quanto era lontana Potsdamer Platz, quanto erano lontani i silenzi mistici della Neue Nationalgalerie, quanto erano lontane le brulicanti banchine della Sprea, quelle che oggi, al tramonto, accolgono i frequentatori di bar e ristorantini dopo essere state, in un passato ancora recente, l’anima triste della città.

Oh, che nostalgia! Partimmo di prima mattina, in quel luglio del 2002, per raggiungerla lassù; lavorava all’ambasciata italiana … e ci accorgemmo che Berlino non era poi così lontana, bastò quasi un soffio per percorrere quei 936 chilometri. Fu amore a prima vista, perchè Berlino avvolge, ammalia e stupisce. Non ha centro, ne periferia; tutto è un immenso centro, tutto è immensa periferia. Per 24 ore al giorno puoi prendere una veloce S-Bahn o una metro incrociando la tua con centinaia di lingue diverse; in ciascuna delle 24 ore puoi trovare un bar o un ristorante disponibile ad accoglierti e, se in qualcuna di quelle 24 ore non trovi un museo o una galleria d’arte aperti, puoi comunque bere un’ottima birra o un pessimo caffé discorrendo d’arte o di architettura con qualcuno, magari mai visto prima che, come te, ha il bisogno intimo di comunicare il fuoco che Berlino fa nascere dentro…. In Berlin bist du nie allein!

Ed eccola di nuovo, Berlino, come fosse qui, recuperabile dalla memoria fino ad essere palpabile, attraverso le immagini di un cinico e intelligente mago della fotografia come Luca Chistè. Cinico perché nelle sue immagini l’autore ingabbia razionalmente, senza sopprimerla, la percezione sentimentale del fermento urbano berlinese per condurla a cogliere, nell’asettico incrociarsi di linee e curve, la calda armonia di forme assolute che del sentimento possono fare a meno; intelligente perché riassume consapevolmente, nei tagli verticalizzanti della sua sequenza di immagini per Copernico, proponendola quale sintesi di un neo-gotico in acciaio e cristalli, l’ormai quasi millenaria aspirazione ad elevarsi di un popolo, di una nazione e della sua capitale; mago perché il rigore nel governare con apparente facilità l’alchimia con la quale la luce modella segni sulla carta fotografica è prerogativa esclusiva di questi signori dai lunghi mantelli stellati con un cono per cappello.

Non c’è un millimetro di quell’area dove materialmente si trasferisce la percezione ottica di Luca Chistè che non sia sapientemente e perfettamente calibrato; per l’autore ogni tonalità ha senso logico come logicamente strutturati sono per Chistè gli inganni visivi che stimolano il lettore delle sue opere fotografiche a scoprire il vero e il suo doppio. E davanti al maliziosamente ambiguo sorriso del mago, conscio del suo essere detentore della formula segreta, a noi non rimane che subire il fascino di quanto lui vuole raccontarci di se e della sua poetica attraverso il medium fotografico.

E’ un bel dono quello che Copernico propone quest’anno ai suoi fedeli, privilegiati utenti; un dono che somma la partecipazione emotiva dei committenti alla memoria storica di un muro che cade, alla capacità di Luca Chistè di rendere omaggio a quella memoria attraverso le forme che in questo 2009, vent’anni dopo, da quelle macerie si slanciano verso l’infinito per fare di Berlino la capitale del libero pensiero.

Antonio Cossu, dicembre 2009

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Luca Chistè è nato il 29 aprile 1960 a Trento, ove risiede e lavora. Sociologo, ha pubblicato una tesi sulla storia delle tradizioni popolari della Val di Non (Revò), con la quale ha analizzato l'impiego della fotografia come metodo autonomo nell'ambito delle scienze sociali e dell'antropologia culturale.
Ha conseguito un master in formazione presso l’Università Cattolica di Piacenza.
Si occupa di fotografia dal 1980 e ha all'attivo numerosi studi e pubblicazioni. Da anni svolge attività di formazione sul linguaggio fotografico, le tecniche di ripresa, post-produzione e stampa di immagini analogiche e digitali.
La sua attività di indagine si concentra sulla fotografia etno/sociologica e sul paesaggio, sia naturalistico che urbano. Per il proprio lavoro fotografico utilizza un metodo basato su un collaudato workflow orientato all’ottenimento di stampe fine-art di grande formato: la ripresa è ottenuta con negativi b/w di tipo analogico realizzati solitamente con equipaggiamenti di tipo "LF" e "MF" (Large Format e Medium Format). I negativi sono quindi sviluppati dall’autore e vengono successivamente digitalizzati con scanner ad elevate prestazioni ed acquisiti, in accordo al processo c.d. “ibrido”, in camera chiara (post-produzione digitale).
In tempi più recenti, per alcune ricerche monografiche a colori, ha fatto impiego di equipaggiamenti digitali ed un work-flow calibrato per la corretta gestione colore (CMS - Color Management System) in tutte le fasi del processo (ripresa, post-produzione e stampa).
Le immagini impiegate nelle rassegne sono realizzate in tiratura numerata od a singolo esemplare, e sono ottenute con l'impiego di particolari metodologie che ne consentono la certificazione secondo quanto previsto dalla fotografia fine-art d'autore.

Principali rassegne e/o eventi fotografici che riguardano l’autore
1983:
Provincia Autonoma di Trento e Federazione dei Circoli Culturali e Ricreativi del Trentino: “Fotogiornalismo in Italia oggi”. Partecipa, in qualità di coordinatore, al progetto fotografico di Italo Zannier che viene esposto a Rovereto e che produce una tavola rotonda e un volume dedicato ai più importanti fotogiornalisti italiani del dopoguerra
1989:
Palazzo della Regione - Trento: “Immagini consumate”.
Rassegna con stampe su materiale cibachrome dedicata ai manifesti murali e agli stili di comunicazione ad essi correlati
1992:
Palazzo della Regione – Trento: “Fotografie”, indagine fotografica in bianco/nero sulla fotografia di paesaggio con pubblicazione dell’omonimo catalogo a cura di Italo Zannier
1992:
Partecipa ed è selezionato con i propri lavori al progetto GAI (100 migliori Giovani Artisti Italiani). Il lavoro produce un catalogo ed una rassegna esposta al Photosalon di Torino e quindi resa itinerante in numerose città italiane (fra cui Trento – Palazzo della Regione)
1994:
Riva del Garda: “La fabbrica tradita”. Prima parte di un’ampia ricerca condotta in bianco/nero relativa ai processi di deindustrializzazione della provincia di Trento, sull’archeologia industriale ed i correlati aspetti sociologici dal titolo: “La fabbrica tradita”
L’Università degli Studi di Trento (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale) e l’Istituto Culturale Ladino di San Martino in Badia, gli commissionano la pubblicazione di un libro fotografico dedicato al più antico pellegrinaggio dell’arco alpino che, ogni tre anni, si tiene in alta Val Badia. La rassegna e il volume prendono il titolo: “Un cammino di devozione”. Le 64 stampe bianco/nero del progetto entrano a far parte della collezione permanente dell’Istituto Culturale Ladino
1997:
Trento – Palazzo della regione: “I luoghi del silenzio”. Propone una visione più analitica, interamente in bianco/nero, del lavoro sulla deindustrializzazione già presentato a Riva del Garda nel 1994.
2003
Esce l’opera dedicata alla condizione degli anziani: “Il tempo sospeso”. Un lavoro di indagine sociologica compiuta con l’ausilio della fotografia e in oltre quattro anni di attività. La ricerca, condotta entro sette diverse case di riposo della provincia di Trento e con la realizzazione di migliaia di scatti, si conclude con il progetto intitolato: “Il tempo sospeso”, un volume e una rassegna di 56 immagini, resi itineranti nella provincia di Trento (esposizioni a Trento, Levico, Malè, Borgo Valsugana e Fiera di Primiero) grazie alla collaborazione della Federazione dei Circoli Ricreativi e Culturali della Provincia di Trento (Fe.C.C.Ri.T.)
2005:
La Circoscrizione dell’Oltrefersina di Trento gli commissiona un lavoro in bianco/nero di analisi fotografica del territorio urbano della città di Trento (nell’ambito dei confini circoscrizionali) utilizzando apparecchiature in grande formato (4x5”). Le immagini raccolte confluiscono nella rassegna, anche su catalogo, dal titolo: “Il volto urbano dell’Oltrefersina (Trento) - Una circoscrizione che cambia”
2007:
Per il Congresso Nazionale della Sat ed il Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento predispone una rassegna con stampe bianco/nero tratte da attrezzature in grande formato (banco ottico 4x5”) dal titolo: “Alberi”
Palazzo Roccabruna di Trento. Progetto FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche): “Immagini del gusto”. Rassegna e riproduzione dei lavori dedicati al progetto sull’omonimo volume edito dalla F.I.A.F.
2008:
Rassegna tematica a Castel Toblino e Palazzo Trentini di Trento.
Ambiente Trentino (portale web per un Trentino sostenibile), gli commissiona un lavoro IN bianco/nero con riprese in grande formato dedicato al tema: “Acqua ed energia”
Trento – Sala della Biblioteca e foyer dell’Unviersità di Giurisprudenza.
Per Manifesta 7 – parallel event, viene incluso alla manifestazione internazionale con una personale interpretazione, nell’ambito di un articolato progetto coordinato dall’Università degli Studi di Trento, chiamato “Cities at the wall (Città al muro)”. La rassegna è realizzata con stampe bianco/nero ottenute da attrezzature in grande e medio formato
2009:
Palazzo Roccabruna di Trento. Rassegna monografica dal titolo: "Le mani nella terra - un racconto fotografico sull'asparago di Zambana". Il progetto, l'organizzazione e il catalogo sono a cura di Do.it/Ambiente Trentino in collaborazione con Camera di Commercio I.A.A. di Trento e Comune di Zambana
Spazio espositivo Pretto: rassegna "Frammenti", abstract visivo in bianco/nero di un più articolato percorso critico sulla fotografia di paesaggio ottenuto da negativi realizzati con attrezzature in medio e grande formato
Museo Archeologico Sass di Trento. Per conto di FBK (Fondazione Bruno Kessler) espone nell’ambito della rassegna internazionale, con pubblicazione in catalogo bilingue: “Nuova Berlino. Tracce di memorie urbane”